Abbattiamo le barriere con i LEGO - Design urbano inclusivo
Francesco S. | On 22, Dic 2023
La creatività al servizio dell’accessibilità: costruire con i LEGO rampe per i disabili per contribuire a rendere le città più inclusive.
di Francesco Spaghi
– Picture: image: frame video, via: facebook.com/liridescs
Chi ci segue da tempo sa quanto siamo appassionati dei mattoncini LEGO, tuttavia oggi vogliamo parlarvene in un’accezione leggermente diversa. Lo spunto per questo articolo ce lo offre una curiosa iniziativa che ha preso piede qualche anno fa in Veneto, e che prevede la costruzione di rampe per disabili attraverso l’impiego dei tanto amati colorati mattoncini.
Purtroppo il livello di accessibilità di molti luoghi non soddisfa le aspettative di chi è affetto da disabilità ed è costretto quotidianamente a lottare per godere di servizi che dovrebbero essere garantiti gratuitamente da uno stato civile.
Per ovviare a tutte queste mancanze i Musei dell’Università di Padova in collaborazione con i Talents Lab di Habile, hanno lanciato una proposta, sostenuta attivamente da cinque giovani che rientrano nello spettro autistico, desiderosi di raccontare l’inclusione in un modo alternativo e originale, abbattendo le barriere architettoniche attraverso delle rampe ad hoc realizzate con mattoncini LEGO.
Il progetto “Abbattiamo le barriere con i LEGO” ha lo scopo di creare una Community partendo dall’idea delle rampe per abbattere le barriere architettoniche realizzate con mattoncini LEGO riciclati da 5 giovani padovani nello spettro autistico (i “Talents”).
Protagonista del progetto è Enrico Balestra: ha 27 anni, sta svolgendo un tirocinio di inserimento lavorativo nella Cooperativa Sociale Riesco e collabora con le Cooperative Sociali L’Iride e Provate. Il progetto di Enrico e degli altri 4 Talents (Nicola Barzon, Ludovico Lancia, Enrico Ortile ed Alessandro Padrin) si sviluppa nella rete del programma Habile, che mira all’inclusione lavorativa di persone con disabilità.
Il progetto in realtà prende spunto da un’iniziativa nata in Germania alcuni anni fa, un’attività promossa da Rita Ebel, una signora costretta in sedia a rotelle, nota da anni a livello globale come “Nonna Lego“.
Le rampe di LEGO – con il mix di sostenibilità, gioco, inclusione, accessibilità, design urbano, colori e bellezza, disabilità mentale e motoria, raccontano una storia che riesce a illuminare tutti i temi che riguardano la disabilità e l’urgenza di rendere le nostre Città e le nostre Aziende sempre più inclusive.
Il senso della Community è quello di costruire una rete il più possibile vasta che consenta ai promotori e promotrici di valorizzare tutte le iniziative legate alla dimensione dell’inclusione partendo dal magico simbolo rampa di LEGO.
Sul sito talentslab.it sono gli stessi ragazzi a raccontare la loro storia e la genesi del processo creativo che li ha portati a implementare la loro iniziativa:
“La nostra storia inizia nell’autunno del 2020. Il primo lockdown era alle spalle. Ci venne dato un computer, dovevamo provare a occuparci di comunicazione. Eravamo in tre: Enrico Balestra, Ludovico Lancia ed Enrico Ortile. Scrivevamo su dei post-it i nostri pensieri: Enrico B. era prudente, Ludovico contestava, Enrico O. era il secchione. Dopo alcune settimane abbiamo iniziato a raccontarci, a tirare fuori le nostre passioni: i LEGO, la scrittura, la curiosità e la voglia di viaggiare e di esplorare, anche semplicemente con la fantasia.
Abbattiamo le barriere con i LEGO – Design urbano inclusivo. image: frame video, via: facebook.com/liridescs
In quel momento abbiamo capito che forse non dovevamo nasconderci. E ci è stato rivelato che ciò che ci piaceva era prezioso, importava, meritava di essere evidenziato. E non ci siamo fermati. Dopo alcuni mesi abbiamo incrociato l’energia frizzante (fin troppo) di Nicola Barzon. Ad ottobre del 2021 è arrivato il creativo Alessandro Padrin.
Siamo una squadra. Allo stesso tempo ognuno di noi ha trovato una sua dimensione di espressione: Enrico B. con le rampe con i LEGO, Nicola con i video sulle sue avventure, Ludovico con i suoi libri, Enrico O. con i suoi racconti, Alessandro con le sue opere d’arte.
Ci hanno spesso spiegato che dovevamo piegarci alla realtà e adeguarci al mondo “reale”. Noi abbiamo provato a liberare le nostre emozioni e passioni, anche se spesso ci hanno detto che erano inutili e sbagliate.
Abbiamo trovato il modo di esprimere la nostra creatività, facendo incontrare sogno e realtà, gioco e concretezza. In questo modo abbattiamo le barriere e proviamo a conquistarci il nostro posto felice”.
Una proposta che mescola sostenibilità sociale e ambientale, economia circolare e gioco, inclusione e accessibilità. Un nuovo approccio al design urbano teso alla creazione di un mondo più accogliente per tutti.
Se volete saperne di più e volete e contribuire direttamente al progetto potete contattare direttamente i Talents, vistando il loro sito web.
– via: talentslab.it
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